La morte è, da sempre, l'inesorabile e certa conclusione della vita. Così è sempre stato, così è e, molto probabilmente, così sempre sarà. Perchè non riusciamo a rassegnarci? Perchè ci auto-imprigioniamo nel nostro piccolo acquario di gesti scaramantici e di distrazioni volontarie per non vedere chi soffre e chi si sta spegnendo? E' poi già durissima quando coglie alla sprovvista, ma quando si insinua, granello dopo granello, fino ad annientare fisicamente e/o mentalmente una persona, sembrano quasi necessarie le barriere, le distanze e il distacco emotivo.L'ho trovato molto ben scritto e ben strutturato. Non ci sono fronzoli inutili, i pensieri della protagonista sono molto coerenti con le sue azioni e con la sua patologia.
"Favola" agrodolce molto attuale.